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mercoledì 19 marzo 2014

C'è Tramonto e Tramonto

Scie aeree - © ms 2014

Giornata di straordinaria pressione atmosferica, con scie aeree che perduravano nel cielo sopra Baducanu, disegnando enormi reticoli

Scie aeree - © ms 2014

 Questa scia era troppo toga: una enorme spirale.

Tramonto a Baducanu - © ms 2014

Il tramonto di oggi non stonerebbe in un film di Spielberg.

venerdì 7 marzo 2014

Le Aphaenogaster e gli Entomobrydae

© Aphaenogaster spinosa - www.baducanu.eu
Aphaenogaster spinosa

Le formiche nelle immagini sono della specie Aphaenogaster spinosa. I bambini le chiamano "formiche lunghe" per differenziarle dalle "formiche grosse" del genere Messor.

© Aphaenogaster spinosa - www.baducanu.euvvvv
Aphaenogaster spinosa. A sinistra, sotto le zampe, un piccolo Entomobrydae

Queste Aphaenogaster si sono accasate vicino alle ciotole dei gatti e in questi giorni di sole mi capita di osservarle in coppia. Mi sembra che quella a sinistra abbia azzannato l'altra. Ingrandendo l'immagine, un piccolo Collembola spunta da sotto le zampe della formica.

© Aphaenogaster - Entomobrydae - www.baducanu.eu
Aphaenogaster spinosa. A sinistra, un piccolo Entomobrydae

Pare che il piccolo Entomobrydae non abbia alcun timore delle gigantesche Aphaenogaster.

© Collembola Entomobrydae - www.baducanu.eu
Un gruppo di Entomobrydae

Ecco un gruppetto di carinissimi Collembola Entomobrydae intento a pasteggiare con microscopici avanzi dei gatti. Camminare sapendo di pestarli è un dispiacere. Meglio non pensarci troppo!

© Gustavo - www.baducanu.eu
Gustavo

Pare che Gustavo si annoi con animaletti tanto piccoli... ;-D

© Narcissus tazetta - www.baducanu.eu
Narcissus tazetta

Chissà se un mazzolino di Narcisi di campo fa tornare l'allegria. Sono bellissimi.

© Tramonto - www.baducanu.eu

Il tramonto di oggi lascia presagire lunghe giornate di sole. Speriamo bene.... E' vero che la pioggia, quando troppo abbondante non fa bene (il ciclone Clopatra ha seminato morte e distruzione), ma neanche la siccità. E il nuovo governo regionale non si è ancora pronunciato su cosa intende fare di concreto contro gli incendi.

domenica 16 febbraio 2014

L'anticipo di Primavera di San Valentino

Narciss tazetta - © ms 2014
Narcissus tazetta

Complice il sole, sono sbocciati i primi Narcissus tazetta. Entro una settimana, tutta la campagna sarà punteggiata da questi bellissimi e profumati fiori.

Lucertola - © ms 2014
lucertola

Un fine settimana con 10 gradi in più di temperatura! A Baducanu sembrava di essere a fine marzo, tanti i risvegli anticipati per chi, dopo freddo e pioggia, ha proprio bisogno di un po' di sole, come questa curiosa lucertola.

Carabus - © ms 2014
Carabus

Tanti i colettori risvegliati dal caldo improvviso e questo Carabus è uno dei più grandi. Si è lasciato prendere senza proteste, quando ho dovuto sfrattarlo da una piantina da rinvasare.

Dicyrtoma - © ms 2014
Collembola, Dicyrtoma
Il Dicyrtoma è uno degli animaletti più simpatici, per il suo buffo aspetto.


Gonepteryx - © franco faà 2014
Pieridae, Gonepteryx

Le farfalle facevano a gara con le api sulla pianta del rosmarino.

Paederus - © ms 2014
Staphylinidae, Paederus
Il Paederus era come al solito in cerca....


Staphylinidae - © ms 2014
Staphylinidae

ed io ho trovato un altro Staphylinidae. Ancora non so quale specie.

Crematogaster su Smyrnium - © ms 2014
Crematogaster su Smyrnium olusatrum


Anche le piante di Smyrnium olusatrum sono fiorite, e le Crematogaster sono già al lavoro.


Gatti - © ms 2014
Segundo, Gustavo e Flora
Una giornata davvero stancante con tanta attività... e che c'è di più morbido di Segundo come cuscino?!?


Tramonto - © ms 2014

Anche il cielo ha voluto fare la sua parte, regalando un sole al tramonto davvero... speciale!

martedì 3 dicembre 2013

Il sereno dopo la tempesta

© Harmonia axyridis - www.baducanu.eu
Harmonia axyridis

Oggi c'era l'invasione delle coccinelle

© Segundo - www.baducanu.eu
Segundo

Segundo si scaldava il rosso pelo al sole, e dall'espressione pareva contento.


© Tramonto - www.baducanu.eu
Tramonto a Baducanu

Finalmente, dopo giorni, un tramonto sereno su Baducanu.

lunedì 2 dicembre 2013

Giornata arruffata

© Vento - www.baducanu.eu

 Il vento scompigliava le chiome delle querce



© Piioggia - www.baducanu.eu

creando fantasiosi effetti di luce e acqua, con la pioggia che cadeva obliqua, muovendosi da destra verso sinistra.

© Arcobaleno - www.baducanu.eu

 Ad un certo punto è spuntato più volte l'arcobaleno


© Uccelli - www.baducanu.eu

ma non è bastato a pacificare le cornacchie, quando, ormai al tramonto, si sono arrischiate al volo.


domenica 27 ottobre 2013

Tramonto

© Tramonto - www.baducanu.eu
Tramonto a Baducanu

Un'insolito tramonto nel giorno del ritorno all'ora legale.
La fotografia non sarà perfetta, ma credo che i tramonti, a Baducanu non abbiano nulla da invidiare a quelli più esotici, che i turistifici propinano nei loro depliant patinati.

domenica 13 gennaio 2013

Mercurialis e Dermacentor

Nuvole - @ www.baducanu.eu
La nuvola a forma di lumacone. 12 gennaio 2013

Brutta giornata, oggi. Pioggia a catinelle, vento, e tuoni e lampi. Mai come in continente, dove le tempeste magnetiche fanno davvero venire i brividi.
Certo il lumacone che ieri percorreva il cielo sopra Badu Ganu non faceva presagire bel tempo. Ma d'altra parte bastava dare uno sguardo al meteo per tirar fuori l'ombrello.

Dermacentus marginatus - www.baducanu.eu
Dermacentor marginatus
Pur con tutto questo brutto tempo, e in barba al calendario che le vuole in giro ad aprile e dintorni, nei giorni scorsi mi sono trovata addosso un paio di zecche, di cui una l'ho immortalata.
Poveracce, però.
Com'è ingiusta la vita con loro.
Appena il tempo di fare qualche scatto e poi.... requiescat in pace.







La giornata del 12 gennaio è stata comunque fruttuosa, poiché ho trovato una nuova pianta da aggiungere all'erbario del sito. La Mercurialis annua ha fatto la sua apparizione in un angolo un po' abbandonato della campagna. Non l'avevo mai vista e forse i semi sono stati portati dagli uccelli che proprio lì vicino fanno il nido.
La Mercurialis è una pianta dioica, ossia le piante hanno fiori maschili oppure fiori femminili. Utilizzata in passato come pianta officinale, è molto velenosa. Di questi giorni proprio in Sardegna alcune persone si sono intossicate gravemente mangiando una pianta selvatica, la Mandragora, forse scambiata per un'altra. La Mercurialis è tossica ugualmente, ed è velenosa anche per agli animali al pascolo.

Mercurialis annua - www.baducanu.eu
Mercurialis annua

venerdì 4 gennaio 2013

Diamo tempo al tempo

Tramonto - © Franco Faà
Tramonto a Badu Ganu, 2 gennaio 2013 - Photographer: Franco Faà

Gennaio 2013. Un nuovo anno ha inizio. Si brinda al nuovo, al futuro, ripensando a ciò che è stato fatto in passato, a quanto di più si poteva fare, a quello che rimane con l’incognita del futuro.

Volpe - © Franco Faà
Nella nostra piccola porzione di mondo, nel 2012 vi è stato un gran movimento, letteralmente. La casina tarlata è stata rasa al suolo, con gran dispiacere delle Algyroides e del Geko che vi avevano messo su casa. Con gran disappunto dei ragni che entravano a cercare riparo. Con grande curiosità da parte dei gatti, che hanno seguito i lavori passo passo. Per le termiti è stato un vero colpo, ma anziché darsi per vinte, han cercato casa più in là. (Insomma, non vi è modo di liberarsi di loro!).

E’ stato aperto un sito internet (e questo blog di supporto, per testi liberi e versi sciolti) per mostrare le magnificenze di Badu Ganu, che sono davvero tante, tutte straordinarie come solo Madre Natura sa fare. Dal microorganismo ai quadrupedi, dalle Mixoamoebe alle Ovis aries, tutti hanno posato, volenti o nolenti, per una foto ricordo. In ricordo di un breve passaggio di cortesia, come l’Upupa. La Volpe, per far sapere a tutti che anche lei c’è, ha il suo posto e la sua importanza nel territorio, e che non ha tutte le colpe che le imputano. (Ma questo lo sappiamo, solo, va bene di dare sempre la colpa agli altri delle nostre malefatte, per esempio il ladrocinio di abbacchi, specie a chi non può difendersi).


Cyphophtalmides © www.baducanu.eu
Un Cyphophtalmides.
I Ragni hanno avuto grande pazienza, per dimostrare che non sono così terrorifici come fan credere gli umani. Non sono qui per noi, sebbene proprio noi usufruiamo del loro lavoro. Bisogna però starci attenti: sono piccoli, ma poco tolleranti se molestati inconsapevolmente o meno. Quindi, occhio, ognuno tenga le debite distanze.

Gli insetti l’han fatta da padroni, poiché sono il gruppo più numeroso degli animali presenti a Badu Ganu. E han posato tutti, nessuno escluso, per far conoscere di quante differenze, forme, colori, è formato il loro mondo. Un mondo poco conosciuto, da cui le notizie arrivano frammentarie e difficili da interpretare se non si conosce più che bene l’inglese, il francese, il tedesco, il cinese, il russo, lo spagnolo etc etc. Rimane l’osservazione sul campo, mettendo in conto i diversi tempi biologici di ognuno: cinque – sei mesi la Mantide religiosa, anni una tribù di Messor capitatus, e sporadiche apparizioni di tanti altri, appunto più difficili.

Phlomis © Franco Faà
La bella Phlomis
La catalogazione delle piante è a buon punto, anche se mancano quasi totalmente le specie arboree più grandi, gli alberi. Dotati come sono di buone radici, so che non scapperanno e posso dedicarmi loro con più calma.

Nel 2012 è arrivato Segundo, abbandonato chissà da chi (!!!!) a Badu Ganu. La disputa tra Pedro e Segundo non ha ancora avuto fine, tra alti e bassi. Io non dispero, né nel caso si presenti un gattofilo a portarselo via, né ad un accordo di non belligeranza fra i due gatti.

Segundo © www.baducanu.eu
Di vedetta o in salvo?
Ci sono state visite anche di bipedi senzienti (di cui è di rigore la privacy), all’inizio molto perplessi su alcuni punti incolti della campagna. La spiegazione del perché, cioè sono i posti dove possono sopravvivere tranquillamente i nostri piccoli amici, alcuni l’han presa seriamente, altri sono rimasti nel dubbio che è sempre meglio un prato all’inglese, e una bella aratura due – tre volte l’anno. Vallo a far capire a questi che un prato all’inglese qui non ci fa niente, oltre che troppo dispendioso nel periodo estivo. La biodiversità si protegge proprio evitando l’aratura e lo sfalcio, e credo di non peccare di presunzione quando penso che Badu Ganu non voglia assomigliare a un sobborgo di Londra, ma preferisca tenersi stretta la sua originalità e peculiarità.

Che ci prospetta il 2013? Speriamo niente di faticoso, poiché già è difficoltoso destreggiarsi tra centinaia di piante e più ancora di animali. Comunque vada, speriamo di cavarcela.

Zoropsis spinimana  © www.baducanu.eu
Zoropsis spinimana
Un’unica richiesta a questo nuovo anno, e agli anni a venire: non appiccate più incendi. Grazie. Ne abbiamo già avuti fin troppi; anzi, ne abbiamo proprio abbastanza.

E che buon pro ci faccia.





♥ ♥ ♥

martedì 18 dicembre 2012

Lis contis sul amont

Tramonto © Franco Faà

La viertidure le dave simpri le čore. Girâve fra i arbui di ca e di là, cračoland a clamâ donğhe, fintramai che dučh čhapâvin posizion tal lôr puest. Infûr che il rai Jacubin, che proprit in chel moment al vignive fûr de tane e al tacâve a tessi la tele, tirand prime un fîl di lunc a drete, po’ un di traviârs, po’ un altri a stuârt, e po’ che al veve metût l’ordit, al girave atôr cun t’une pignolerie che nančhe Penelope sarès stade plui brave di lui. Jacubin diseve che chel al jere il moment miôr, par manğhâ: si meteve dret viars il tramònt, propi cuintri le rote dai mosčhìns, e an veve simpri in bondance.
Ma Jacubin al jere une ecezion, i altris si radunavin duc’ apene podevin. Chel, al ere un moment unevore impurtant de lôr societât: pai adults al jere le circunstance in cui si saveve chel ch’al sucedeve lì a tôr, e a podevin dì la lor. Podevin fâ qualche baràt, contratà sui afârs, scambià cunsei e čhapà apuntaments.
I pičui avevin dut di imparà, ančhe se trop dispès si divertivin un mond a sintì lis panzanis dai grants. Chei di lor che no erin plui tant pičui, a lavin pa’ metisi in mostre, lis feminis; pa’ guatà lis feminis, i mascui.
I carampans, di bande lôr, no varessin mai piardût un apuntament, par dispensà cunsei, par viodi i nevôs dai nevôs cuant erin crešûts, e par cumentà cuant cal ere cambiât il mond tal gîr di un dì.
Si radunavin sore le culine splanade, propri di front al soreli c’al finive daûr lis montagnes.
Le čore, a tal prupusit, diseve che il soreli nol si platave daûr les montagnes, ma al colave tal mâr. E dal mâr il dì dopo tornave a naši.
Ma ce èrial chel mâr? Nissun di lôr lo cognoševe.
Cornacchia © Franco FaàLe čore cirive alore di fa capì che il mâr al ere fàt di aghe, come le grande poče cal veve scavât l’omp cal viveve te lôr visinâl.
Ma cemùt podèvial, il soreli, cussì grant, colà e murì in t’une poče di aghe?
Il mâr, diseve le čore, al ere tant plui grant, tant masse che no podevin imaginà. Les maris, a sintile, si spaventavin unevore, come se che aghe fos lì a puartà vie le nidiade. A chel punt, le čore cračolave svantose, che jè aveve lis alis e nanje il mâr podeve fai nuie.
Cuanche finalment a jerin duc’ al lor puest, cidìns, cui ch’al veve la maravee plui gnove e interesant, cominciave a contà le sò novidâd.
A tache le siore Lussie, cul sò grant spavent.
«Jeri t’une ombrene, a polsà, saveit cuant mâl mi fâs il soreli. Jerin altris rais cun me, e duc’ ci si faseve i fats propris. Fûr al ploveve, e nol jere propri dì di là a tôr.
Tanbèn, a jerin all’incirca tre cuarts di dì, che mi sint sdrondenà e i rais che stavin te tele saltin fûr come mats, curint di cà e di là tra lis pleis de ombrene. D’un trat, senče nancje vê il timp di metimi in salv, si viergi le ombrene».
«Tu lu vevis di savè, che tai dîs di ploe stà in t’une ombrene a l’è periculôs», sgnaule siore Fride, che, parceche ğhate, le ploe le conosceve miôr di du dučh.
«Ma che ombrene nissun le usave mai», dise Lussie. «La colpe a jè de femine».
«E à viargjût le ombrene di bòt, e i rais plui pičui che stavin dentri son colâs di sore, sfracajâs.
Come mi viôd, grapade com’eri a une steche, bute l’ombrene par tiere, e mi fâs fà un salt che manje pôc co’ coli.
No baste le barafuse, cul ajar c’al fâs girà l’ombrene e jò sul precipizi dal orli. Le femine daurman mi punte cun l’obietîf e comence a clicami davant, daûr, di lât, di sore e di sot, cence tregue. Fin tramai un colp di ajaràt ribalte me e l’ombrene e dopo un pôs di girevolte o soi finide in tjare, sore une file di furmies».
Lis furmies ‘a ridevin, i atris tremavin.
«In tùn balèn lis furmies, de famee di Messor che stan donğhe il ristiel, mi son parsore, brincânt-mi dulà che podevin».
«Nò o sin in tantis, e o vin fam. Piês par te che tu sês finide tal mieč», dise une des tantis surs di che famee di furmies.
«’Ai ancjemò cualchi feride di guarì… Ma se cjapi une di vô cuanchi soi a cjačhe, i stachi il cjâf e mal mangj.
Ma ben, tortnant a che dì, la femine cjape un baston, mi bute in là e a mande vie les furmies.
Jò riès a là a platami sot une fuee e je, par nuie contente, torne a puntami cun l’obietîf fotografic e a me, a chel punt, il cûr al bateve ancjemò par pôc.
Mi sintivi murì, par dut chel sdrondenament e i muârs des furmies. Mi stavi par clopà a tjare, cuanche la femine, cun t’un fil di jerbe, mi a točhât prime il čhâf, po le schene. Mi a cuviert miôr cun lis fueis, e finalmentri je lade vie».
«Ce spac, frute, ce terôr», dise une lisierte gnove che ancjemò no si ere presentade. «No ci si po’ fidà a stà tes ombrenis, l’ai simpri dit».
«Sigûr che in te ombrene no ci voi plui», dise siore Lusie, «E cheste volte mi è lade ben».