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| Ploaghe, 23 luglio 2009 |
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| Incendio a Bunnari, 18 luglio 2010 |
Nel 2009, percorrendo in auto la strada da Ploaghe a
Sassari, finimmo nel mezzo di un incendio. Un’esperienza che mai vorrei
ripetere.
Così come non serve inserire le dita nella presa elettrica per sapere
che si prende la scossa, fin da piccoli sappiamo che il fuoco brucia e
distrugge e non serve fare la prova.
Brucia tutto ciò che trova sul proprio cammino, siano rovi,
alberi, case, pascoli, giardini, frutteti. Con tutto ciò che quei terreni
ospitavano, siano animali che uomini.
Ogni anno, da giugno a fine settembre, alla Sardegna tocca
la stessa sorte: bruciare migliaia di ettari di territorio.
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| Fuoco sulla Sassari Osilo, 18 luglio 2011 |
Ogni anno sui quotidiani online si possono leggere commenti
sdegnati per tale fenomeno.
Una pantomima.
Una farsa, se non fosse tanto
tragica.
Una farsa perché nulla viene fatto per far smettere questa
pratica tanto incivile quanto ignobile. Nulla, al di là di qualche manifestino
che invita alla prudenza e a chiamare i vigili del fuoco quando avvistato un
principio d’incendio.
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| Incendi in Sardegna - www.unionesarda.it |
Abbiamo assistito anche al balletto tra la Regione Sardegna
e il Governo centrale dello Stato Italiano per la dotazione di un Canadair,
che, a causa della Spending review, non potevano più fornire.
Poi il balletto sulla dislocazione della “flotta” aera:
Cagliari o Cagliari – Olbia? O a Nord o a Sud dell’Isola. Non mi è dato sapere
perché non al centro. Eppure a Oristano esiste un aeroporto, costato carissimo
ai cittadini e mai utilizzato.
Una farsa tragica.
Che accende lo sdegno generale solo quando ci sono morti tra
gli umani e gli animali nobili, come i cavalli e quelli d’allevamento (fonte di
reddito), ovviamente se in gran numero.
La farsa tragica del Sud dell’Italia, in compagnia della
Grecia, con cui ha in comune una politica corrotta.
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| Incendi in Sardegna, Ittiri - www.unionesarda.it |
In Italia siamo arrivati ad un punto drammatico per il
governo e l’economia, con riflessi in tutti gli ambienti, sanitario,
scolastico, sociale. Una politica sempre più corrotta e corruttibile, incapace
di governare un Paese che vorrebbe essere moderno e civile mentre dà tutt’altra
visione al resto del mondo. Quando le cifre della disoccupazione salgono
vertiginosamente, il governo dovrebbe prendere drastiche misure, come farebbe
un buon padre di famiglia, tagliando subito il superfluo. Il quotidiano invece
ogni giorno ci porta notizie di soldi, soldi, tantissimi soldi sperperati dalla
classe politica per tangenti o cose che si potevano rimandare a tempi migliori
e altre talmente ignobili come gli ormai famosi F35. Necessari alla Difesa (al
di là di tutte le mazzette distribuite). Mi chiedo, quale difesa? Ci debbono
difendere da un improbabile attacco dei comunisti/fascisti? Dei coreani/afghani?
Degli alieni? Perché noi del Sud, noi della Sardegna, ogni anno vorremmo essere
difesi dagli incendi, e ogni anno la nostra Terra brucia, inesorabilmente.
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| Incendi in Sardegna - www.unionesarda.it |
Ogni anno ci dobbiamo pure sorbire la pantomima degli amministratori
locali che rigettano le accuse di malgoverno riversando sui cittadini
inadempienti le colpe. Loro l’ordinanza di tagliare le sterpaglie le emettono,
colpa nostra se non adempiamo.
Vorrei tanto lo dicessero personalmente a quelli
che hanno perso la casa, bruciata dal fuoco. Casa che non era immersa nella
sterpaglia, ma attorniata da qualche bella quercia per un po’ d’ombra. Forse
non vogliono dirlo per non spaventare ulteriormente i beoti cittadini, che l’incendio,
quando il vento di scirocco o di maestrale è forte, passa sugli alberi saltando
di chioma in chioma. E sotto l’erba può essere tagliata oppure no.
Non ho nemmeno mai avuto notizie più che certe e fondate
sull’autocombustione. L’incendio può essere doloso o meno, appiccato per
distrazione o tragica fatalità, utilizzando attrezzi che provocano scintille,
fornelli da campeggio, o per la caduta dei pali della luce. Ma mai per
autocombustione. Con questo non nego l’utilità delle strisce tagliafuoco, anzi.
Ma sono proponibili per un villino di campagna? Se attorno al mio ipotetico
villino debbo fare tabula rasa per cento metri attorno, tanto vale starsene in
appartamento in città.
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| Incendi in Sardegna - www.unionesarda.it |
Ma bisogna essere propositivi, e non soffermarsi a
compiangersi.
Le idee non mancano, è la possibilità di attuarle, che
manca.
La repressione. Abbiamo un esercito di militari che vengono
impiegati ogni tanto per missioni di “pace” all’estero. Noi abbiamo da
proporgli missioni di “guerra” a casa nostra. Senza nemmeno perdere tempo a
riciclarli in un più civile e moderno ruolo di Protezione Civile, potrebbero
appunto essere impiegati nella vigilanza del territorio.
Purtroppo non si può fare, per troppi ostacoli burocratici e
perché la gente non vuole spioni attorno. A questi ultimi vorrei chiedere se è meglio
uno spione o un incendio a casa loro.
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| Incendi in Sardegna, Sulcis - www.unionesarda.it |
Tagli degli stipendi e niente indennità agli amministratori
locali, provinciali, regionali, statali, di governo e ministeriali. Il
risparmio sarebbe enorme e con quei soldi si potrebbero assumere tanti
disoccupati a lavorare su tutto il territorio nazionale. E’ di questi giorni la
polemica sull’indennità contrattuale per dei consiglieri provinciali che si
sono pure offesi e pubblicamente hanno rettificato l’importo di tale
premialità: trattasi di 228mila euro contro i 615mila che qualcuno aveva erroneamente
segnalato. Un po’ di conti. 228mila diviso 9 dirigenti fanno più di 25mila euro
a testa. Con quei soldi potevano pagare lo stipendio annuale di 9 vigili del
fuoco. I dirigenti in questione lo stipendio lo percepiscono già, e forse è più
grasso di 25mila euro.
Polemiche antipolitiche? No, trattasi di semplici conti,
pallottoliere alla mano. Si tratta di gestire l’emergenza in tempi di magra. In
tempi grassi, ben vengano soldi in più per tutti. Ora ci sono altre
preoccupazioni piuttosto che le loro offese maestà.
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| Incendi in Sardegna, Oristano - www.youreporter.it |
L’educazione ambientale. Si fa a scuola? Sì e no. Spesso con
progetti che servono soltanto a far avere quattro soldi in più ai docenti
implicati e spesso impreparati. (Sui progetti ci sarebbe troppo da dire, meglio
scivolare via). Dovrebbe essere la Regione a produrre l’Educazione ambientale
con corsi, conferenze, attività destinate alla popolazione tutta, non solo
quella scolastica.
Difficile da attuare. Qualsiasi cosa l’apparato statale
produca negli ultimi anni, è sempre finalizzato al bene di alcuni che nei
propri titoli hanno amicizie o parentele politiche, e abbiamo già fin troppi “progetti”
inutili e sconosciuti pagati cifre esorbitanti, quando basterebbe poco a
riunire la gente del paese per una conferenza sulla devastazione degli incendi.
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| Incendi in Sardegna - www.liquida.it |
Riempire i bacini artificiali. Avere più punti di raccolta d’acqua
per gli Elitank sarebbe una buona cosa, evitando di fargli fare più strada per
il rifornimento. Vicino a noi c’è il bacino di Bunnari, un tempo sito di un bel
laghetto artificiale che attirava i pescatori della domenica e le famiglie per
un picnic. Da anni è in secca, e le piogge di questo anno, se dirottate, lo
avrebbero riempito tre volte. Perché lasciarlo vuoto? Qualcuno parla di lobby,
di interessi economici che ostacolano il reinvaso del bacino.
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| Incendi in Sardegna - www.scienzaesalute.blogosfere.it |
Sicuramente altri avrebbero altre idee, altre soluzioni a
questa tragedia senza fine. Non occorre aspettare il culmine dell’estate per
mettere rattoppi. La Terra è la Nostra Terra. La Natura è l’ambiente in cui
viviamo e di cui ci nutriamo, sia in una casa sperduta o in una città. Fare
terra bruciata attorno a noi non serve a nessuno, né a chi produce né a chi
consuma. L’odio, la viltà, l’invidia, la speculazione e l’incuranza e l’indifferenza,
alla base de
gli incendi, non hanno mai portato del bene, nemmeno a chi le
pratica.
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| Incendi in Sardegna - www.buongiornoalghero.it |
La Natura ogni volta si riprende, rinascono le piante e
tutti gli animali. Ma non proprio tutti, non sempre. Ogni anno di meno, ogni
anno rischiano di scomparire per sempre specie animali e vegetali di cui poi,
in futuro, ne piangeremo la perdita.